mercoledì 25 marzo 2015

TERZA LETTERA DI ELENA BENIZZI AL FRATELLO TOMMASO CARLO




22 dicembre 1910

Carissimo Totola,
                           grazie per la tua cartolina, per i tuoi cari auguri.
Non voglio che sii triste perché non vengo a far Natale con voi, pensa che nel cuore sono certo più a casa che fra quella nuova gente, e col pensiero pure.
Dunque stai bello allegro che la mia parte più importante è tutta con voi.
In gennaio poi vengo per conto mio e per fermarmi un po' a lungo.
Vedrai come sono elegante col vestito della Moschini, e il cappellone con piume, proprio come piace a te, e andremo a spasso tutti due per farci ammirare e far rabbia alle altre.
Ora senti, ti mando un povero "cinq franc" che ti servirà a comprarti quello che credi, ma non lo spendacchiare, e guarda che visto la poca importanza che ha, finisca almeno con la soddisfazione di essere stato utile. Però ti prego di far silenzio.
Da Parma vi manderemo come regalo di Natale dei bomboni.
Dì a mamma che se vuole i soldi della M. glieli mando anche subito.
Ti raccomando la nostra guarda (guardarobiera?) tu che sei ora al mio posto, che non si stanchi, e soprattutto falla stare tranquilla che per lei è l'unica medicina efficace.
Tanti auguri belli ed un bacione grosso grosso.

                                                         Elena

Elena si rammarica di dover trascorrere il Santo Natale con la famiglia di suo marito Carlo Gastinelli piuttosto di essere a Firenze con la madre  con il fratello Tommaso.
Sembra di capire che il marito Carlo Gastinelli non avrebbe dovuto sapere nulla della mancia che Elena inviava al fratello. Qui forse sta anche la chiave di lettura del matrimonio di Elena con Carlo: la nobiltà della prima ha sposato i soldi della seconda.

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