Questa famiglia è la dimostrazione pratica di come un ramo
possa estinguersi.
Don Giovanni Battista Bossi aveva solo una sorella che
rimase nubile e, pertanto soltanto lui avrebbe potuto continuare il suo ramo,
cosa che puntualmente avvenne con la nascita di Flaminia e Gio. Battista. La
prima sposò Ambrogio Bizzozero di Capolago e, pertanto, perse il cognome ed il
secondo morì ammazzato da un’archibugiata senza essersi sposato.
Questa famiglia aveva anche avuto dimora nelle Cascine delle
Collodre di Castronno, dove facevano i commercianti di vino.
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| c. Domino Gio. Battista Bosso di messer Dionigi capo di
casa di età d’anni 32 chr. |
| c. Domina Susanna sua matre d’anni 60 chr.
|
| c. Margherita sua figlia d’anni 18 chr.
|
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d. Gerolamo Bossi
|
|
|--- d. Francesco Antonio
Maria Dionigi Bossi detto Dionigi.
Protonotaio
nel 1567[1].
Nel 1561 è
detto già defunto e abitante nelle Cascine delle Collodre di
Castronno
dove fa il commerciante di vino. Infatti aveva acquistato,
unitamente a
suo figlio Gio. Battista, da d. Gio. Donato Daverio carri 16 di
vino per un
totale di lire 549 che, in seguito, i suoi figli non furono in grado
di pagare e,
pertanto, dovettero vendere alcuni terreni della possessione
delle Collodre[2].
Dal perticato
rurale del Catasto di Carlo V al foglio n. 90 magistro Francesco
detto
Dionigio in Castel d’Azzà risulta essere proprietario di pertiche 9 di
aratorio del
valore di lire 9; pertiche 14 di avidato del valore di scudi 1.8;
pertiche 5.12
di bosco del valore di lire 5.6; pertiche 5 bosco forte del valore
di lire 5;
pertiche 7 di costa boscata del valore di lire 7; tavole 12 di orto e
sedime del
valore di lire 1; pertiche 8 di palude di nessun valore; pertiche
3.12 di pascolo
del valore di lire 1.9; pertiche 5.12 di prato asciutto del valore
di lire 8.3 e
pertiche 10 selva in costa del valore di lire 10.
Sp. d.
Susanna.
n. 1513.
Vivente ed abitante nel Castello di Azzate nel 1573, comunicata e
cresimata.
|
|
|--- d.
Gio. Battista Bossi
| Capo della famiglia n. 7.
| n. 1541, vivente ed abitante in Azzate nel
1573, comunicato e cresimato.
| Il 25 novembre 1561, unitamente ai suoi
fratelli Carlo Antonio e Gio.
| Paolo, vendono alcuni terreni nelle
Cascine delle Collodre per un totale
| di pertiche 14 per il prezzo di lire 549 a d. Gio. Donato Daverio che ha
| fornito al loro padre Francesco Bossi
carri 16
| di vino per il medesimo importo di lire
549 che non sono stati in grado
| di pagare[3].
| In una procura della Comunità di Azzate
del 1591 fra i terrieri convocati
| figura Gio. Battista Bossi fq. Francesco[4].
|
Compreso nel secondo stato delle anime di Azzate.
| Sp. 7.11.1574 Maddalena Bossi f. Ambrogio[5].
| |
| |
| |--- d. Francesca Bossi
| |
n. 1581
| |
| |--- d. Prospero Bossi
| |
n. 1585
| |
Patrono del Beneficio di S. Lorenzo al Castello di Azzate nel
| |
1675
|
| Sp. a) 6.9.1610 Camilla
Bossi f. Marco Antonio[6]; b)
d. Lucrezia
| |
Croci.
|
| Il 10 gennaio 1653 vi è una
transazione di lite. Lucrezia è detta
| |
“una volta tutrice del figlio minore Gio. Battista”.
| |
L’Indice Lombardi presso A.S.Mi. registra un rogito del notaio
| |
Orazio Andriani q. Gio. Maria riguardante una procura verso
| |
Alessandro Grandati fatta da
Camilla Bossi in Milano il 7 aprile
| |
1592 sotto il n. 839.
| |
Idem sotto il n. 844.
| | |
| | |
|
| |--- d. Flaminia Bossi
| | |
Sp. 2.3.1639 Ambrogio Bizzozero f. Gio. Paolo di
| | |
Capolago[7].
| | |
| |
|--- d. Gio. Battista Bossi
| | n. Azzate 5.6.1624[8]
| | (II letto)
| | Compare come padrino al
battesimo del 4.10.1644 e 16.5.1648.
|
| Il 10 gennaio
1653 avviene la transazione di lite promossa da sua madre
| | (una volta sua tutrice)
Lucrezia Croci. Si parla di una Isabella Bossi fq.
| | Gio. Battista del Castello. Vi
interviene come amico Carlo
| | Francesco[9].
| | Il 14 gennaio 1654 rilascia il
confesso di aver ricevuto da
| | Bernardo Bossi la somma di lire 750[10].
| | + Azzate 13.9.1658 per
un’archibugiata.
| | |
| | |
| | |
| | |
| | |--- Prospero Bossi
| |
| |--- d. Leonardo Bossi
| n. 1587
| E’ presente all’atto di possesso della
Coadiutoria di Azzate da
| parte del prete Gio. Pietro
Bossi[11].
|
|--- d.
Carlo Antonio Bossi
| n. 1544
|
|--- d.
Gio. Paolo Bossi
| n. 1546
|
|--- d.
Margherita Bossi
n. 1555, vivente ed abitante in Azzate nel 1573, comunicata e
cresimata.
[1] Sitoni di Scozia.
[2] Vedi documento n. 950.
[3] Vedi documento n. 950.
[4] Vedi doc. n. 102.
[5] “Fatte le tre denunciazioni in tre giorni festivi quali furono il 24,
28 et 31 ottobre 1574 et non inteso alcun impedimento fu celebrato il
matrimonio fra d. Gio. Battista figlio del q. d. Francesco Dionisio Bossi
habit. del Castello et d. Magdalena figlia del q. d. Ambrogio Bossi habit in
Azzà per parole di presente alla presenza et interrogazione di
me prete Aluisio Daverio curato d’Azzà, presenti et
dimandati per testimoni d. Gio. Petro Bossi et d. Gio. Baptista Bossi habit. in
Azzà. Adì 7 di novembre 1574. (A.P.A.).
[6] “Adì 6 settembre 1610 io prete Tomaso Vignola
canonico di Comabbio e vicecurato di Azzate ho coniugato in matrimonio per
verba di presente il signor Prospero Bosso fq. Gio. Battista del Castello e la
signora Camilla Bossa, essendo state fatte le tre pubblicazioni, presenti per
testimoni il prete Battista Bossi cappellano di Azzate e il signor Gerolamo
Picinello”. (A.P.A.).
[7] “Adì 2 marzo 1639 il signor Ambrosio Bizzozero f.
Gio. Paulo abitante in Capo di Lago ha contratto il matrimonio per verba di
presente con la signora Flaminia Bossa fq. Prospero alla presenza ed
interrogazione di me prete Pietro Agostino Crespi rettore di Azzate, presenti
per testimoni Hieronimo e Alfonso Bossi”. (A.P.A.).
[8] “Adì 5 giugno 1624. Gio. Battista figlio del signor Prospero Bosso e
della signora Lucrezia Croce jugali è stato battezzato da me Giacomo Antonio Rosnato
rettore di Azzate. Padrini furono i signori Gio. Battista Bosso q. Pietro e Isabella moglie del
signor Nicolò Bosso”. (A.P.A.).
[9] Vedi documento n. 106.
[10] Vedi documento n. 260.
[11] Vedi doc. n. 712.
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