lunedì 16 gennaio 2017

BOSSI-LAMPUGNANI


Singolare la circostanza che gli unici due figli maschi di Giuseppe Bossi di Milano abbiano abbracciato, entrambi, la carriera ecclesiastica e abbiano aggiunto al proprio cognome quello dei Lampugnani.
Poco conosciamo sul loro trascorso ad Azzate: almeno uno vi morì alla veneranda età di 99 anni nel 1778 e possiamo supporre che abbiano condotto una vita molto agiata, a giudicare dal vasto patrimonio immobiliare che possedevano a titolo personale e in virtù dei benefici ecclesiastici di cui erano stati investiti. Il prete Gio. Stefano era titolare del Beneficio di S. Antonio, mentre suo fratello prete Giacomo Carlo era titolare del Beneficio di S. Francesco eretto nella Chiesa Parrocchiale di Azzate.
Ma la cosa più singolare è che abitavano in quella splendida dimora che oggi conosciamo come Villa Piana, circondati probabilmente da numerosa servitù, che aveva il compito di accudire alle loro persone e al governo della grande casa e del grande parco.
Si saranno mai posti i due ecclesiastici il perché di quella loro situazione che, quantunque molto agiata, non avrebbe permesso loro di trasmettere tanta abbondanza ai loro discendenti? La loro eredità passò in altri Bossi-Lampugnani che si erano affacciati sulla scena azzatese come semplici Bossi e possedevano due appezzamenti di terreno su quella lingua del territorio di Vegonno che propende verso Caidate.
Ce li possiamo immaginare i due fratelli nella loro tonaca nera che si avviavano dalla Piazza Bossi (come era
allora chiamata la piazzetta su cui prospettava la loro villa e la Ca’ Mera), attraversavano la Piazza dei Fichi (come era allora chiamata la Piazza Nuova o Piazza Cairoli) e imboccavano la Contrada di S. Antonio.
E’ probabile che il prete Gio. Stefano si fermasse alla Chiesa di S. Antonio dove celebrava la messa quotidiana prevista dal suo beneficio, mentre il prete Giacomo Carlo proseguiva fino a raggiungere la Chiesa Parrocchiale di S. Maria dove celebrava la messa quotidiana sotto il titolo di S. Francesco all’altare maggiore.
Tutto ciò è verosimile se immaginiamo che le due messe fossero celebrate alla stessa ora ma è più probabile che fossero invece celebrate in orari diversi per dare così ai fedeli più mattutini e a quelli che potevano riposare più a lungo la possibilità di assistervi.
Si noti che queste due non erano le uniche messe che venivano celebrate in Azzate poiché c’era anche quella celebrata dal parroco, dal coadiutore e dagli altri titolari di benefici ecclesiastici.





Giuseppe Bossi di Milano
Sposa Anna Lucrezia.
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   |--- prete Gio. Stefano Antonio Bossi-Lampugnani
   |     n. a Milano il 27.12.1679 nella Parrocchia di Santa Maria Segreta.
   |     Cappellano titolare di S. Antonio in Azzate.
   |      + Azzate 10 Giugno 1778 all’età di 93[1] anni.
   |
   |--- prete Giacomo Carlo Bossi-Lampugnani
         In una nota del 1756 (?) si dice che è obbligato alla celebrazione di cinque messe
         la settimana e un annuale sotto il titolo di S. Francesco, al momento assente da
        Azzate per la morte del padre Giuseppe di Milano[2].
         Titolare del Beneficio di S. Francesco eretto nella Parrocchiale di Azzate.
         Nel 1772 possiede assieme a suo fratello prete Giovanni 48 pertiche di terreno
         corrispondenti al mappale n. 836 (Villa Piana), casa di propria abitazione con
         parco marcato in mappa con il n. 210 del Catasto di Maria Teresa.
         Il 27.5.1783 i mappali n. 836 con 202, 204 e 211 passano ad Antonio Bossi
         Lampugnani q. Carlo.
         (Questo spiega come mai l’abitazione di due preti passa ai congiunti. Questa
         abitazione è l’attuale Villa Piana).





Il 20 marzo 1764 il prete Gio. Stefano viene in possesso di una vigna denominata Vigna di S. Antonio d’Azzate al Pagliate in territorio di Castronno di pertiche 3 circa per rinuncia di Pietro Broggini fu Pietro Francesco di Castronno.
Ecco la sottoscrizione del 26 marzo 1774 rilasciata dal notaio: “Faccio ampia ed indubita fede io infrascritto Carlo Giuseppe Portabò notaio collegiato causidico di Milano figlio del fu Gio. Battista altre volte notaio collegiato e causidico di Milano abitante nel territorio di Bosto castellanza del Borgo di Varese, mediante il mio giuramento di verità pronto a deporlo avanti qualunque tribunale, siccome avendo io infrascritto sotto questo giorno letto l’istrumento di rinuncia fatta da Pietro Brogino del q. Pietro Francesco abitante in Castronno pieve di Castelseprio ducato di Milano a favore del nobile e M.R. prete d. Giovanni Bosso come titolare della Cappellania eretta nell’Oratorio di S. Antonio del luogo d’Azzate dell’utile dominio e naturale possesso d’una pezza di terra vigna chiamata la Vigna di S. Antonio d’Azzate al Pagliate ossia al Paiate situata nel territorio di Castronno, coherenza da due parti le reverende Madri del Sacro Monte sopra Varese, dall’altra l’eccellentissimo signor conte di Castelbarco, dall’altra strada di pertiche tre circa, come pienamente ne consta dal detto istrumento di rinuncia rogato dal fu signor Francesco Concone notaio apostolico della Curia Arcivescovile di Milano il 20 marzo 1764 e parroco del luogo di Daverio[3].
Io Carlo Giuseppe Portabò notaro collegiato di Milano attesto quanto sopra”.




Mappale n. 836 casa di propria abitazione con orto n. 210 (attuale Casa Piana)
Rev. Giacomo Bossi e fratello q. Giuseppe.
27.5.1783 a Bossi-Lampugnani Antonio q. Carlo con i n. 202, 204 e 211.
5.7.1787 il suddetto acquista il n. 847.
22.7.1824 a Bossi-Lampugnani cav. Carlo q. Antonio con i n. 202, 204, 207, 211, 837 (dependance Villa Piana) e 847 (Corte Frigerio).
23.9.1830 il suddetto acquista il n. 843.
18.12.1/837 il suddetto acquista il n. 206 da Lotterio Giovanni q. Felice.
17.10.1844 all'eredità dei fratelli Lampugnani.
29.3.1879 il n. 836 passa al Catasto Urbano[4].


N. 4
Io Giuseppe Orlando del q. Giovanni d'anni 34 della terra di Azzate pieve di Varese, come massaro notifico cum juramento, & sub poena falsi tenersi, e possedersi dal Molto Reverendo Signor Giacomo Bosso titolare della messa quotidiana sotto il titolo di S. Francesco eretta nella Parrocchiale di Azzate gli infrascritti beni posti nella terra di Azzate pieve di Varese in pezzi sette confinanti con l'illustrissimo Signor Marchese Bosso, il Nobile Signor Paolo Bosso, strada, Paolo Bassano, il Signor Carlo Gaspare Masnago, Giovanni Bassano, il Signor Ippolito Frotta, il Signor Canonico Frattino, il Signor Nicola Mariano, il Signor Dottore Giovanni Bosso, il Signor Stefano Bosso, il Signor Dottor Alberto Alemagna, la Parrocchiale d'Azzate, il Signor Dottor Ippolito Piccinelli, la Causa Pia Frascona:

- Aratori asciutti con alberi                                          p. 22.21
- Vitate, e aratorie con moroni, e altri alberi                 p. 27.13
- Pascoli semplici                                                        p. 12.12
- Boschi di castagne                                                    p.  2. 1
- Boschi da taglio per legna con qualche albero            p. 12.22
- Ortagli o giardini e siri di case                                   p.  1.22
- Zerbi                                                                        p.  9.18
                                                                                   --------
Quali pertiche unite fanno la somma di                         p. 89.13

Sopra quali beni pago al suddetto Reverendo Signor Prete Giacomo Bosso l'infrascritti fitti cioè lire settanta, frumento moggia 4, segale moggia 5 stara 4, miglio moggia 2, vino computato un anno con l'altro per verosimile brente 10.
Li suddetti beni sono goduti a fitto semplice parte per investitura rogata dal notaio fu Signor Sebastiano Bosso ilo di 27 aprile 1710 e parte senza investitura in scritti.
Li suddetti beni per non essere esenti, abenché di ragione ecclesiastica, sono stati censiti in soldi 4 denari 1/4 1/16 64 d'estimo, onde ha pagato il suddetto Reverendo Signor Giacomo Bosso titolare suddetto.



Illustrissimo e Reverendissimo Signore.

Fa bisogno il prete Gio. Stefano Bosso servo umilissimo di V.S. illustrissima e reverendissima la fede del suo battesimo, né potendo questa havere senza speciale facoltà di V.S. illustrissima e reverendissima alla medesima ricorre.
Humilmente supplicandola dar ordine a chi s’aspetta acciò si estragga detta fede.
Il che &

Aedatur non tunc pro criminalibus ad offens. … exorando.
Mediolani ex Palatio Archiepiscopalis.
G.B. Stampa civaciur generalis primo julii 1726

"Faccio fede io sottoscritto curato di S. Maria Segreta come nel libro dei battesimi di questa chiesa è registrato come segue: “Ventisette dicembre milleseicentosettantanove (1679) Gian Stefano Antonio figlio del signor Giuseppe Bossi e della signora Anna Lucrezia jugali nato il ventisei detto mese fu battezzato dal reverendo Don Benedetto Fredielli curato. Compadre fu il signor Policarpo Sgravoletti parrocchia di S. …. al Gallo.
Dato il 1° luglio 1726
                                    d. Angelo Gabriele Manni curato suddetto".



donna Giuditta Bossi-Lampugnani sp. intorno al 1849 Giulio Molo.




Foglio n. 335 del Registro della Popolazione di Azzate:

Antonio Bossi
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   |--- Carlo Bossi
         Nel 1732 possiede in Azzate due mappali: il n. 715 aratorio di pertiche 3.9
         corrispondente a mq. 2.207,25 e n. 716 prato di pertiche 4.22 corrispondenti
         a mq. 3.215,50 che sono gli ultimi due mappali della punta di Vegonno verso
         Caidate[5].
            |
            |
            |--- Antonio Bossi-Lampugnani
                  + Milano 14.10.1819
                   Il 27.5.1783 acquista il mappale n. 836 con 202, 204 e 211 dal rev.
                  Giacomo Bossi f. Giuseppe.
                   Il 25.5.1819 acquista il mappale n. 837 da Barbara Bossi Orrigoni.
                   Il 24.6.1819 acquista da D. Idelfonso Bossi q. Stefano il mappale n.
                   837 come da istrumento rogato da Giuseppe Baroffio notaio residente
                   in Varese[6].
                     |
                     |
                     |--- D. Giovanni Bossi-Lampugnani
                     |     Eredita con i fratelli la sostanza del padre.
                     |
                     |--- Cav. D. Carlo Bossi-Lampugnani
                     |     Assieme ai fratelli Giovanni e Maria maritata Prata succede per
                     |     testamento olografo dell'8.3.1817 dopo la morte del loro padre,
                     |     avvenuta in Milano il 14.10.1819. Il testamento fu poi aperto
                     |     avanti all'I.R. Tribunale di prima Istanza di Milano sotto il
                     |     27.10.1819 e depositato nei rogiti del dott. Giuseppe Carozzi
                     |     notaio residente in Milano. I mappali sono il n. 199, 202, 204,
                     |     207, 211, 836, 837, 847[7].
                     |     Il cav. don Carlo Bossi-Lampugnani q. Antonio acquista da
                     |     Gaetano Landriani il mappale n. 843 come da istrumento
                     |     dell'8.6.1824 rogato dal notaio di Varese Giuseppe Baroffio[8].
                     |     Il 22.7.1824 subentra nei mappali n. 836 con 202, 204, 207 e
                     |     n. 837, 847 da suo padre Antonio[9].
                     |     Il 18.12.1837 acquista il mappale n. 206 da Giovanni Lotterio
                     |     f. Felice.
                     |    Sp. Teresa Fumagalli figlia di Giuseppe.
                     |       |
                     |       |
                     |       |--- ing. Giuseppe Bossi-Lampugnani
                     |       |     Il 31 dicembre 1844 unitamente ai suoi fratelli e alla madre
                     |       |     come usufruttuaria entra in possesso dei beni del padre in
                     |       |     Azzate di pertiche 64.2 del valore di scudi 532.4.3[10].
                     |       |
                     |       |--- nob. Ingegnere Enrico Bossi-Lampugnani
                     |       |     n. Milano.
                     |       |     + Azzate 20.8.1895[11]
                     |       |
                     |       |--- Giovanni Evangelista Bossi-Lampugnani
                     |       |      n. Azzate 21.11.1816
                     |       |      + 20.10.1890[12].
                    |        |
                    |        |--- Carlo Magno Bossi-Lampugnani
                    |        |     n. Azzate 6.11.1817
                    |        |    + 9.2.1891[13].
                    |        |
                    |        |--- Angelo Francesco Bossi-Lampugnani
                    |        |     n. Azzate 5.10.1818
                    |        |     + 12.5.1896[14]
                    |        |
                    |        |--- Giuditta Bossi-Lampugnani
                    |        |      Il 23 giugno 1859 rinuncia in favore dei fratelli della sua
                    |        |      quota sull’eredità paterna[15].
                    |        |
                    |        |--- Alessandro Bossi-Lampugnani
                    |        |
                    |        |--- Carolina Bossi-Lampugnani
                    |        |
                    |        |--- Lorenzo Bossi-Lampugnani
                    |        |     + 27.7.1853
                    |        |     Il 15 gennaio 1856 la sua quota parte dell’eredità paterna passa
                    |        |     agli altri fratelli e alla madre[16].
                    |        |
                    |        |--- Enrico Bossi-Lampugnani
                    |        |
                    |        |--- Eugenio Bossi-Lampugnani
                    |
                    |--- donna Maria Bossi-Lampugnani
                           Sposa Prata.



Da D. Antonio Bossi-Lampugnani q. Carlo (Foglio n. 38) a Bossi-Lampugnani D. Giovanni, Carlo e D. Maria maritata Prata fratelli e sorella q. D. Antonio (Foglio n. 35) successi per testamento olografo 8 marzo 1817 e dopo la morte del loro padre avvenuta in Milano il 14 ottobre 1819, quale testamento fu poi aperto avanti all’I.R. Tribunale di prima istanza in Milano il 27 ottobre 1819 e depositato nei rogiti del notaio Giuseppe Carozzi residente in Milano. (Vedi voltura n. 35 del 11 gennaio 1820).
I mappali sono:
n. 199/1 di pertiche 4.6
n. 199/2 di pertiche 0.12
n. 202 di pertiche 16.19
n. 204/1 di pertiche 17.11
n. 204/2 di pertiche 6.-
n. 207 di pertiche 5.18
n. 207 ½ di pertiche 0.18
n. 211 di pertiche 1.5
n. 839 di pertiche 1.32
porzione del n. 837 di pertiche 0.10
n. 847 di pertiche 0.13
per un totale di pertiche 55.14


Voltura n. 218. Bossi Lampugnani eredità giacente di don Carlo q. don Antonio provvisoriamente amministrata da Bossi Lampugnani ing. Giuseppe q. cav. don Carlo per definitivo decreto di aggiudicazione dell’eredità paterna emesso dall’I.R. Tribunale Civile di prima Istanza in Milano del 31 dicembre 1844 n. 42887 passa a Bossi Lampugnani ing. Giuseppe, Giovanni, Carlo, Angelo, Giuditta, Alessandro, Carolina, Lorenzo, Enrico ed Eugenio fratelli e sorelle fu cav. don Carlo e Fumagalli Teresa q. Giuseppe usufruttuaria di una parte. Tutta la partita di pertiche 64.2 scudi 532.4.3

Voltura n. 274. Bossi Lampugnani ing. Giuseppe, Giovanni, Carlo, Angelo, Giuditta, Alessandro, Carolina, Lorenzo, Enrico ed Eugenio fratelli e sorelle fu cav. don Carlo e Fumagalli Teresa fu Giuseppe usufruttuaria di una parte per cessione fatta dalla sorella Giuditta della di lei quota che le spettava sull’eredità paterna e ciò in base all’istrumento 23 giugno 1859 n. 937 rogato dal notaio Cesare Chiodi di Milano, passa a Bossi Lampugnani ing. Giuseppe, Giovanni, Carlo, Angelo, Alessandro, Carolina, Lorenzo, Enrico ed Eugenio fratelli e sorelle fu cav. don Carlo e Fumagalli Teresa fu Giuseppe usufruttuaria di una parte. Tutta la partita di pertiche 64.2 scudi 532.4.3

Voltura n. 289. Bossi Lampugnani ing. Giuseppe, Giovanni, Carlo, Angelo, Alessandro, Carolina, Lorenzo, Enrico, Eugenio fratelli e sorelle fu cav. Carlo e Fumagalli Teresa fu Giuseppe usufruttuaria di una quota per acquisto della quota che spettava alla sorella Carolina come da istrumento di cessione del 30 marzo 1855 al n. 1513 rogato dal notaio Cesare Chiodi di Milano, passa a Bossi Lampugnani ing. Giuseppe, Giovanni, Carlo, Angelo, Alessandro, Lorenzo, Enrico ed Eugenio fu don Carlo e Fumagalli Teresa fu Giuseppe usufruttuaria di una parte. Tutta la partita di pertiche 64.2 scudi 532.4.3






[1] Per la verità gli anni sono 99.
[2] Vedi cartella n. 731 fascicolo XVI Archivio di S. Vittore di Varese.
[3] Curioso il fatto che il notaio apostolico della Curia Arcivescovile di Milano fosse anche parroco di Daverio.
[4] Vedi documento n. 846.
[5] Vedi Catasto |i Maria Teresa.
[6] Vedi il n. 32 elle volture catastali.
[7] Vedi il n. 35 delle volture catastali.
[8] Vedi il n. 116 delle volture catastali.
[9] Vedi Catasto di Maria Teresa.
[10] Vedi voltura n. 218.
[11] A.S.Mi. Ufficio del registro successioni di Milano.
[12] A.S.Mi. Ufficio del registro successioni di Milano.
[13] A.S.Mi. Ufficio del registro successioni di Milano.
[14] A.S.Mi. Ufficio del registro successioni di Milano.
[15] Vedi voltura n. 274.
[16] Vedi voltura n. 301.

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