domenica 7 agosto 2016

CENTO ANNI FA: 5 AGOSTO 1916


Questa mattina arrivano altri quaranta profughi dal Vicentino, dove sono in corso delicate operazioni militari. Costretti a lasciare temporaneamente le loro case, sono stati affidati alle organizzazioni di assistenza del Varesotto, che in questi mesi hanno dato prova di efficienza, lodata persino dal Consiglio Supremo. I profughi, giunti in treno a Varese, vengono subito trasferiti ad Azzate, accolti dal sindaco Introni e dal parroco don Baggioli.

(Estratto dalla Prealpina del 5 agosto 2016 a cura di Roberta Lucato).

Roberta Lucato, da me interpellata, mi comunica:


“Nella primavera/estate del 1916, a causa delle operazioni militari nel nord-est, furono sfollate migliaia di persone dal Vicentino: decine di paesi si svuotarono letteralmente. Quella povera gente fu costretta a lasciare casa e lavoro, in fretta e furia, per rifugiarsi, con quello che avevano addosso o poco più, nelle zone più "tranquille" del nord-ovest. Il Varesotto - in virtù dell'ottimo lavoro svolto dai Comitati di Preparazione e Assistenza Civile, che in tempi davvero difficili riuscirono ad assistere tante famiglie di richiamati e disoccupati - fu prescelto per ospitare gli sfollati e fornire loro abiti, cibo, istruzione, svaghi e, possibilmente, lavoro.
Ad Azzate arrivarono in poche settimane 700-800 persone almeno (soprattutto donne, bambini e anziani, ovviamente), ospitate in parte all'Asilo infantile, in parte nelle cascine e nelle case private. Agli "abili al lavoro" - pochi, a dire il vero - fu offerta la possibilità di lavorare nei campi in cambio di una tenue retribuzione, che andava però ad aggiungersi al sussidio governativo giornaliero. Gli sfollati fecero in gran parte ritorno alle loro case dopo un paio di mesi: in quel periodo, però, riuscirono a stabilire buoni rapporti con la popolazione locale”

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