giovedì 21 novembre 2013

Tessitura Maino

Partita n. 254.

Cotonificio Maino S.p.A. con sede in Gallarate poi Milano Corso di Porta Nuova 3 (cambio sede sociale atto 31 dicembre 1950 n. 25121 notaio Cesaris di Milano). Per cambiamento di ragione sociale per verbale di assemblea in data 26 marzo 1942 depositato e trascritto presso il Tribunale di Busto Arsizio 20 aprile 1942 n. 400/3128.

 

 

Ad Azzate ebbe uno notevole sviluppo l’industria tessile e fu molto importante l’insediamento della Manifattura Ugo Introini alla quale subentrò la Tessitura Maino. Quest’ultima lasciò come segno tangibile del suo impegno nel “sociale” con la costruzione delle case popolari in Via Acquadro per i suoi dipendenti. E come non ricordare che molti azzatesi risultano essere nati a Gallarate per il fatto che le gestanti della Maino venivano portate all’ospedale di quella città per partorire.

Il complesso edilizio denominato “Ex Cantoni” già attorno al 1845 risulta di proprietà della Società Anonima Introini & C. fondata da Eugenio Cantoni ed è denominato “Cotonificio Maino”  [1]  

… “Non possiamo non considerare con preoccupazione l’incrostamento capitalistico che si è formato attorno alla Santa Sede. Se le cifre pubblicate dai giornali non sono invenzioni di diavoli, apprendiamo che il 99% del Cotonificio Maino di Gallarate è in mano al Vaticano” [2]

Franco Turchetta, meglio del Maradona dei tempi migliori. Un lampo accecante in una serata piovosa. «Ho affrontato questo argomento con passione - spiega Romaniello - consapevole che per la prima volta mi scontravo con una società atipica, perché la storia calcistica della Gallaratese è imprescindibile dalla sezione ginnica. La parte “pallonara” fu fondata in un secondo momento dagli operai inglesi della “Tessitura Maino”, come furono gli anglosassoni a portare il football nel nostro paese sbarcando con le loro navi nei porti della nostra penisola; non a caso la squadra italiana più antica è il Genoa, nato come cricket e football club nel 1893»  [3]

 

Si ricorda inoltre la Manifattura Maino, edificio all'avanguardia con elementi modernisti. La caratterizzano le finestre arcuate nella parte superiore, la decorazione che corre sotto il lungo frontone, il quale, sovrastando la copertura, crea un certo movimento [4]

 

Debutta a Gallarate il nuovo superstore Esselunga: il punto vendita si trova in via Pegoraro su una superficie di vendita di 2.500 metri quadrati con un ampio parcheggio. La nuova realtà commerciale, l' ottava Esselunga in provincia di Varese, sorge su una parte dello storico cotonificio Maino, a suo tempo la più importante azienda manifatturiera di Gallarate. Seguendo le indicazioni della Sovrintendenza, l' architetto Fabio Nonis che, oltre a questa, ha eseguito anche altre importanti opere per l' azienda, ha realizzato un edificio attuale ma al tempo stesso in linea con la vecchia architettura. In più il progetto ha portato al recupero e al restauro di altri due fabbricati d' epoca che si trovano nelle vicinanze del superstore  [5]

Lo sviluppo dell'industria

L'inizio dell'Ottocento segna per Legnano una sorta di rinascita economica: la disponibilità di capitali e manodopera permise l'apertura, tra il 1871 e il 1879, delle filature Krumm e Borgomaneri; degli stabilimenti Fratelli Dell'Acqua, A. Bernocchi, De Angeli e del Cotonificio Cantoni. Successivamente si vede la nascita di istituti di credito come la Banca di Legnano (1887), il Credito Legnanese (1923) e la Banca Alto Milanese di Busto Arsizio. Anche i mezzi di trasporto videro Legnano come protagonista: con l'attivazione della ferrovia Milano-Gallarate nel 1860 e della tramvia Milano-Legnano, datata 1880, gli spostamenti verso il capoluogo si intensificarono notevolmente.
Di pari passo andò lo sviluppo dell'industria negli altri centri: entro il 1910, a Busto Arsizio erano sorti gli importanti cotonifici Bustese (1887), Milani & Nipoti (1870), Dell'Acqua-Lissoni-Castiglioni (1888), Crespi, Venzaghi (1892) ed altri, oltre alla meccanica Pomini, al rinomato Calzaturificio Borri (1892), alla fonderia Marcora (1908), ai Molini Marzoli Massari (1906) e a svariate ditte minori; a Castellanza il Cotonificio Cantoni (1845), la Manifattura Tosi (1888), la chimica Ignazio Siles (1900, poi Montecatini), la meccanica Pomini (1886), la Tintoria Cerini (1906) ed una centrale elettrica (1904); a Gallarate le manifatture Borgomaneri e Maino, i cotonifici Bellora e Cesare Macchi, la tessitura Cantoni-Introini e molte altre ditte secondarie; a Tradate numerose fornaci, la ditta di motociclette Frera (1905), le Officine Meccaniche Saporiti, la seteria Lonati & Castiglioni, il Calzaturificio Martegani; quasi tutti i comuni secondari, specie quelli allineati lungo l'Olona o la Lura, avevano uno o più importanti opifici.
Negli anni Venti e Trenta sorsero molte altre industrie, mentre la crisi iniziata negli anni '60 portò entro i primi anni '90 alla chiusura di quasi tutte le grandi fabbriche, lasciando come peculiarità dell'Alto Milanese un enorme patrimonio di archeologia industriale [6]



CANDEGGIO GALLARATESE SPA , costituita nel 1908
La società anonima “Candeggio Gallaratese”, fondata nel 1908 con capitale sociale di lire 180.000, si occupava del candeggio degli articoli ricamati. I fondatori erano stati Alessandro ed Antonio Maino, Cesare Macchi, Gaetano Tanzi Mira. Veniva trasformata in Società per Azioni il 24 marzo 1947 con un capitale sociale di lire 1.012.500. Nello stesso periodo si iniziava il trattamento di tintura per articoli ricamati in cotone e viscosa. Con il passare degli anni, i maggiori azionisti erano rimasti i componenti della famiglia Tanzi Mira di Milano ed il ragionier Luigi Testa di Gallarate. Con la costruzione del nuovo reparto di tintoria avvenuto nel 1970 e l’ampliamento del finissaggio con la posa di nuova rameuse in altezza cm 350, si iniziò la diversificazione delle lavorazioni con l’introduzione della tintura e finissaggio di charmeuse di nylon lisce e ricamate ed il finissaggio di tendaggi. Successivo ampliamento tintoriale avvenne alla fine degli anni 80 con la posa di siluri per la tintura di tulli di nylon. A Luigi Testa si è affiancato nel 1969 il figlio Alberto e da poco è entrata in azienda la terza generazione rappresentata dalla nipote Rubina [7]



… “Nel frattempo il fratello arruolato era riuscito a scappare in Svizzera (tornerà a piedi diversi anni dopo senza aver mai dato notizie di sé). Bisognava convivere con rappresaglie e razzie, la zia Gina usava nascondere le patate sotterrandole per occultarle ai razziatori, intanto aveva ripreso il lavoro tessile alla tessitura Cesare Macchi di Gallarate (ogni mattino si recava al treno ad Albizzate rigorosamente a piedi, idem al ritorno”.
(Estratto da: Agosto 2010, Facebook)
Da Internet apprendo inoltre che il senatore Giovanni Treccani Degli Alfieri (nato nel 1877 e fondatore e presidente dell’Istituto Treccani per la pubblicazione della “Enciclopedia Italiana”) fu presidente della Manifattura Cesare Macchi.



Altro elemento notevole nella storia recente del Gallaratese è lo sviluppo dato nella nostra brughiera all'industria aeronautica sin dal 1910 con l'Ing. Gianni Caproni e piloti quali Gustavo Moreno, Oronzo Andreani e lo stesso Francesco Baracca. I gallaratesi, all'epoca delle mongolfiere bollati dagli invidiosi "vicini" come "brüsabalun" per l'innata tensione al volo, ebbero ben modo di riscattarsi! Anche attraverso le alterne vicissitudini della storia, Gallarate, cui veniva conferito il titolo di Città con decreto 19.12.1860 a firma del Principe Eugenio di Savoia-Carignano, veniva potenziando il suo ruolo di centro industriale grazie all'imprenditorialità di uomini della tempra di Alessandro Maino, Cesare Macchi, Pietro Bellora, Carlo Borgomaneri, Giuseppe Calderara in campo tessile e Cesare Galdabini nell'industria meccanica e la collaborazione fattiva, pur contrassegnata da immancabili tensioni sociali, di una mano d'opera intelligente e laboriosa. Gallarate fu insomma, a cavallo del nuovo secolo e fino ad anni recenti, la "Manchester d'Italia", "la città delle cento ciminiere" di cui alcune restano, con i vecchi opifici dai vaghi connotati "liberty" trasformati in centri artigianali, a testimonianza di archeologia industriale in una società votata a ruoli più impersonali.

(Estratto da: Gallarate nei secoli).


                       Adolfo Wildt, Ritratto di Alessandro Maino, 1927, medaglione in
                       marmo, ø 43 cm su base 25 x 25 x 15 cm, Gallarate, Museo della
                       Società Gallaratese, per gli Studi Patrii.




Tra i primi dirigenti vanno citati gli industriali Alessandro Maino, Giorgio Mosters e l’artigiano Carlo Gallitognotta. Memorabile fu la strepitosa vittoria nel torneo dell’anno 1924: la Sommese piegò persino la forte Gallaratese e l’indomabile squadrone del Varese. Dopo il secondo conflitto mondiale la Società Sportiva Sommese venne iscritta nella Federazione Italiana – Regione Lombardia e partecipò ai campionati di serie C in competizione con il Varese affermandosi con rendimento mediamente buono. La partecipazione alla serie C costituisce il massimo risultato ottenuto dalla Sommese dal punto di vista agonistico [8] 

Buguggiate frazione di Azzate
Buguggiate cessa di essere Comune autonomo e, data la maggiore importanza di Azzate, ne diventa
praticamente una frazione.
Comincia così, per la nostra comunità, un periodo oscuro. I cittadini di Buguggiate e di Brunello
sentono molto il disagio di avere perduto la dimestichezza con i propri amministratori e lo scomodo
di doversi recare al centro di Azzate per qualsiasi pratica burocratica. Inoltre, sotto molti aspetti, il
trattamento riservato ai problemi delle due nuove frazioni è spesso inferiore come qualità e come
attribuzione di spesa rispetto a situazioni analoghe del centro comunale.
Il nuovo Comune di Azzate fu dapprima gestito dal Comm. Ugo Introini, nominato Commissario
Prefettizio e poi Podestà. Egli prese in consegna l’Anagrafe, lo Stato Civile e l’Archivio di
Buguggiate il 14 gennaio 1928 [9]


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[1] Estratto da: Studio Amati architetti
[2] Estratto da: Calabria grande e amara a cura di Luigi M. Lombardi Satriani. 
[3] Estratto da: Calcio – Quando a Gallarate si pensava alle Olimpiadi. 
[4] Estratto da: Varesefocus – Busto Arbizio e Gallarate:lo stile liberty incontra l’industria. 
[5] Estratto da: Corriere della Sera del 10 giugno 2009 
[6] Estratto da Wikipedia, Altomilanese 
[7] Estratto da: Economia, La storia siamo noi. 
[8] Estratto da: Il calcio di una volta, la Società Sportiva Sommese 
[9] Estratto da: Comune di Buguggiate – Libri e pubblicazioni.

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